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"Es ist bekannt, dass Symbole und Kennzeichen in rechtsextremistischen Kreisen eine wichtige Rolle spielen", heißt es aus dem Innenministerium in Rheinland-Pfalz.

Hierzu zählten auch Buchstaben beziehungsweise Zahlencodes, die von der rechtsextremistischen Szene verwendet würden.

Come riporta il dorso locale del , dopo il blitz di gennaio, fra le carte sequestrate dalle Fiamme Gialle è saltato fuori anche uno scontrino di 65 euro emesso dalla Beate Uhse, celebre catena tedesca di articoli erotici che ha una sede anche a Bolzano: 25 euro per un vibratore e il resto per altri due non meglio specificati sex toys.

I militari stanno ancora cercando di capire quale dei sei consiglieri del gruppo abbia effettuato l’acquisto per poi chiedere il rimborso attraverso i fondi pubblici a disposizione dei gruppi (750mila euro annui).

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Quel che è certo, in attesa di sapere chi è l’acquirente, è che sta per arrivare una nuova mazzata sulla credibilità della politica all’ombra delle Dolomiti.

Già, perché il nuovo scandalo arriva nemmeno dieci giorni dopo all’ondata di rabbia popolare per la pubblicazione dell’elenco dei ricchissimi vitalizi che i consiglieri (in carica ed ex) si preparavano a intascare.

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Succede a Bolzano dove la Guardia di Finanza ha trovato una fattura per l’acquisto di tre oggetti erotici in un sexy shop della città in mezzo alla documentazione sequestrata ai Freiheitlichen, gruppo consiliare germanofono di estrema destra.

A darne notizia in anteprima il che svela il nuovo colpo di scena dell’inchiesta sulle spese pazze fatte con soldi pubblici degli amministratori altoatesini condotta dal sostituto procuratore Giancarlo Bramante.

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Im überwiegenden Teil der Fälle versuchten Behörden - meist gegen eine Gebühr -, individuelle Kennzeichen zu ermöglichen, heißt es aus dem Bundesverkehrsministerium. Aber es gibt ja auch andere Wünsche, wie zum Beispiel bei Kennzeichen aus dem Kreis Bad Segeberg die Zusatzbuchstaben XY. Dort steht: "Die Zeichenkombination der Erkennungsnummer sowie die Kombination aus Unterscheidungszeichen und Erkennungsnummer dürfen nicht gegen die guten Sitten verstoßen." Was aber sind die guten Sitten? In Bayern beispielsweise werden die Behördenmitarbeiter darauf hingewiesen, sich den Antragssteller des Wunschkennzeichens genau anzusehen.

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